Il più grande dei poeti pastorali fu Frariois de Cortete (1571–1655), di Prades, le cui commedie, Ramounet e Mircimoundo (pubblicate, sfortunatamente con alterazioni, da suo figlio nel 1684), sono scritte con tale vero sentimento e in uno stile così puro che si leggono con vero piacere. A Manosque (Alpi dell'Alta Provenza) venne trovato un frammento di un Ludus sancts Jacobi inserito in un registro di strumenti notarili di un certo tipo (pubblicato da C. Arnaud). Jaufri (composto nella metà del XIII secolo e dedicato a un re d'Aragona, possibilmente Giacomo I), Blandin di Cornovaglia e Guillem de La Barra. Nel XVIII secolo cresce molto il numero degli autori, ma la maggior parte del buon lavoro prodotto non è allo stesso modo proporzionalmente grande. Il suo nome deriva dal fatto che, essendo le sue parti costituenti non uguali, vi è un certo tipo di discordanza tra esse. - notizie provincia di cuneo - ultime notizie cuneo cronaca - ultime notizie cuneo e provincia In Linguadoca quattro poeti sono stati citati come i migliori del periodo: Goudelin, Michel, LeSage e Bonnet. Il descort (di solito riservato a temi amorosi) non è così diviso, e di conseguenza deve essere adattato musica. Una terza classe favorisce il dialetto del Limosino, poiché è stato il veicolo letterario dei trovatori; ma questa loro rivendicazione è la più esigua, dato che i félibres non sono in nessun senso della parola i diretti discendenti dei trovatori. Tutta questa tipologia di componimenti sono in stanze. Notizie dai principali comuni della provincia: Cuneo, Alba, Bra, Fossano, Mondovi, Saluzzo, Savigliano di cronaca, attualita, politica, sport, eventi. Possiamo anche menzionare un poema sull'astrologia di un certo C. In comune con così tante altre produzioni del Félibrige, questo Almanac viene pubblicato dalla casa editrice di J. Roumanille, Libraire-Editeur, Avignone. La Cançó de Santa Fe risale al 1054–1076, ma probabilmente rappresenta un dialetto catalano che si evolve in una lingua distinta dall'occitano. Riassunto del testo della poesia. Nonostante duecento anni di repressione dei successivi governi centralisti francesi e la proibizione ufficiale della lingua a scuola, nell'amministrazione e nei media, l'occitano e l'Occitania non hanno mai cessato di ispirare poeti e autori. Tra questi, solo Théodore Aubanel si è dimostrato meritevole di stare a fianco di Mistral e Roumanille. In tutte le regioni romanze iniziano ad apparire le composizioni in volgare, mentre il costume di scrivere in latino ancora si conserva attraverso una tradizione ininterrotta. Per questo il suo nome nella poesia non viene mai citato ed essa viene indicata attraverso un soprannome fittizio (senhal). Non possediamo nient'altro che tre romanzi provenzali di avventura: Le novelle vengono ad essere estese fino alle proporzioni di un lungo romanzo. Seguendo il loro esempio, altgri poeti che non erano originari della Francia meridionale iniziarono a comporre in occitano, e questa "moda" continua fino a che, quasi alla metà del XIII secolo, essi gradualmente abbandonarono la lingua straniera (l'occitano) nell'Italia settentrionale e un po' più tardi in Catalogna e presero a cantare le stesse arie nei dialetti locali. Nel nord, nella regione dove si parlava il francese, la poesia in volgare era in piena fioritura; ma tra i distretti in cui si era sviluppata, Champagne, Île-de-France, Piccardia e Normandia e la regione in cui la letteratura occitana era sorta, sembra esserci stata una zona intermedia formata da Borgogna, Bourbonnais, Berry, Touraine e Anjou che, durante il medioevo, sembra essere rimasta quasi priva di letteratura volgare. POESIA PROVENZALE (SOTTOGENERI, LIRICA PROVENZALE, POESIE LIRICHE, Per la dolcezza della nuova stagione, Guglielmo d'Aquitania, fiorì nella Francia meridionale e in Provenza tra la fine del XI e i primi 2 decenni del XIII sec, si diffuse nel Nord della Francia) C'è ragione di credere che quando Costanza, figlia di uno dei conti di Arles, andò in sposa nel 1001 a Roberto, re di Francia, lei portasse con sé i joglars provenzali. Sebbene generalmente rappresentativa dello stile, questo stanza utilizza un modello strofico atipico. In essa viene espresso il rimpianto dello scrittore per la frivolezza della sua vita passata e le sue apprensioni dicendo addio alla sua patria e al suo giovane figlio. Dalle regioni occitane la novella si diffonde in Catalogna, dove troviamo nel XIV secolo un certo numero di novelle in versi molto simili a quelle provenzali e italiane, dove in genere è stata adottata la forma prosastica. Anche durante i periodi più barbarici, quando la vita intellettuale era ai suoi minimi livelli, il latino restava comunque la lingua in cui erano composti i sermoni, le vite di santi più o meno apocrife, i racconti di miracoli destinati ad attrarre pellegrini ad alcuni santuari, gli annali monastici, i documenti legali e i contratti di tutti i tipi. Ci sono eccezioni, tuttavia, primo fra tutti il protestante Gras, la cui Toloza riflette chiaramente la sua simpatia per gli albigesi. Per questa ragione, anche, esso non può realizzarsi dentro il matrimonio, e l'amore cortese è quindi adultero per definizione. Essa nacque nelle ricche e raffinate corti feudali, in un ambiente di costumi detti per questo cortesi e canta soprattutto l'amore secondo quel modello che verrà teorizzato nel trattato De amore, scritto in prosa latina da Andrea Cappellano nella corte di Champagne verso il 1184. Attualmente, l'articolo II della costituzione francese nega l'esistenza e la legittimità delle lingue elaborate e culturalmente ricche tra le quali il catalano, il bretone, il basco e l'occitano. Gli esempi che possediamo del dramma occitano sono pochi al confronto; ma le ricerche negli archivi locali, specialmente nei vecchi libri contabili, hanno portato alla luce un considerevole numero di brani riguardanti la recitazione, a spese pubbliche, di rappresentazioni religiose, chiamate, in documenti latini, historia o moralitas, la maggior parte dei quali sembrano essere irrimediabilmente perduti. Alcune di queste novelle giunte fino a noi potrebbero essere classificate insieme alle più aggraziate opere della letteratura provenzale; due provengono dalla penna dell'autore catalano Raimon Vidal de Besalu. La novella deve essere stata in un primo momento nel sud ciò che, come notiamo dal Decamerone, era stata in Italia: un passatempo della società con persone di spirito che a turno raccontavano i relativi aneddoti, veri o immaginari, pensando così verosimilmente di divertire il loro uditorio. Di solito il termine generico più antico è vers, con il quale si intende qualsiasi composizione (non importa con quale soggetto) destinata ad essere cantata. Ignorata per quattro secoli, solo all’alba del Romanticismo rinacque l’interesse per l’antica poesia provenzale ( provenzale), prima nelle forme letterarie, alquanto manierate, del genre troubadour, poi negli studi sempre più estesi e rigorosi della filologia romanza. Due manoscritti conservano specimens della musica dei trovatori, ma, sebbene il soggetto sia stato investigato, a stento siamo in grado di formarci una chiara opinione riguardo all'originalità e ai meriti di queste composizioni musicali. Nel 1852 raccolse e pubblicò Li Prouvençalo, un'antologia in cui vengono presentati tutti i nomi non ancora famosi e la maggior parte di quelli che lo erano già (come Jasmin). Sappiamo anche da Orderico Vitale che Guglielmo compose varie poesie sugli eventi sfortunati della Crociata del 1101, mentre in uno dei suoi componimenti[3] fa un'allusione al partimen. 71). La professione di trovatore dipendeva interamente dall'esistenza e prosperità delle corti feudali. La pastoreta, successivamente pastorela, è di solito un racconto delle avventure amorose di un cavaliere con una pastora. Egli era un guascone e compose, dice il suo antico biografo, pastorali secondo il suo antico costume (pastorelas a la uzansa antiga). Shakespeare la chiamava “La messaggera dell’alba” sapendo che canta al sorgere del sole. Non è il cieco mattino d’Edipo, fantasma d’affanni che cammina. Gui d'Ussel, canonico e trovatore, venne obbligato tramite ingiunzione del legato pontificio di smettere di comporre canzoni; Folchetto, allo stesso modo, vi rinunciò quando prese gli ordini. Gerard de Roussillon, Aigar e Maurin e Daurel e Beton sono in versi di dieci, altri in versi di dodici sillabe. Una, la Castia-gilos (il Castigo dell'uomo geloso), è una trattazione, non facilmente uguagliata per eleganza, del tema rimaneggiato con frequenza della storia del marito che, con lo scopo di intrappolare sua moglie, si camuffa sì da somigliare al suo amante che lei sta aspettando; l'altra, Il giudizio dell'amore, è il racconto di un problema della legge dell'amore, che si allontana notevolmente dai soggetti di solito trattati nelle novelle. La Francia resta chiaramente la patria della chanson de geste; ma, benché a sud fattori come le condizioni sociali diverse, un gusto più delicato e uno stato più elevato di civiltà, impedivano alla letteratura occitanica una profusione similare di racconti di guerra e gesta eroiche, essa ne conserva comunque alcuni esempi molto importanti. In Germania, e nella Francia settentrionale i trovieri sviluppano l'aubade, un tipo poetico equivalente. Claude Peyrot (1709–1795), uno di loro, celebra la sua contea con vero spirito rurale in Printenzps rouergat e Quartre sosous. I primi due sono collegati con il ciclo arturiano: Jaufri è opera ingegnosa ed elegante; Blandin di Cornovaglia il più ottuso e insipido che si possa immaginare. Può anche essere fatta menzione della novella Il Pappagallo di Arnaut de Carcassonne, in cui il personaggio principale è un pappagallo di grande eloquenza e capacità, il quale riesce a meraviglia ad assicurare il successo delle imprese amorose del suo padrone. La recensione che noi possediamo sembra essere stata fatta ai confini del Limosino e del Poitou; ma chiaramente è niente più che un rimpasto di un poema più antico non più esistente, probabilmente di origine francese o al limite burgunda. Nel 1185 scrive il De amore, un trattato sotto forma di dialogo dedicato al cavaliere Gualtieri come manuale per il comportamento d'amore. Essi furono scritti a Rouergue e parzialmente imitati dai misteri francesi. Il periodo in cui Cercamon visse viene determinato da un componimento dove allude in modo molto evidente all'approssimarsi del matrimonio del re di Francia, Luigi VII, con Eleonora d'Aquitania (1137). «L’arte poetica e musicale dei trovatori è nata da una stretta collaborazione fra pubblico dei grandi signori Fu un anno terribile, che pose fine alla cultura provenzale, alla sua poesia e alla sua cortesia. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 19 ago 2020 alle 10:14. Daude de Prades (inizio XIII secolo), un canonico di Maguelone, e al contempo trovatore, ci ha lasciato un poema, l'Auzels cassadors, una delle migliori fonti per lo studio della falconeria. aube; sp. Mentre questi scrittori erano più o meno tutti accademici e si rivolgevano a poche persone colte, quattro poeti del popolo si indirizzavano a un pubblico molto più ampio: Verdi (1779–1820), di Bordeaux, che scrive componimenti comici e satirici; Jean Reboul (1796–1864), il fornaio di Nîmes, il quale mai superò il suo primo lavoro, L'Ange à l'enfant (1828); Victor Gélu (1806-1885), spietato e brutale, ma innegabilmente potente nel suo genere (Fenian ci Grouman; dix chansons provençales, 1840); e, il più grande di tutti loro, il vero riconosciuto antesignano dei felibres, Jacques Jasmin, i cui componimenti poetici, sia lirici che narrativi, continueranno a ottenere risultati letterari e a trovare il favore sia degli uomini della cultura più elevata che dei "popolani" per i quali soprattutto erano stati pensati. Nel 1845 Joseph Roumanille di Saint-Rémy (Bouches-du-Rhône), diventa maestro in una piccola scuola di Avignone, frequentata da Frédéric Mistral, nativo dello stesso distretto, allora quindicenne. Tra i primi trovatori si possono anche annoverare Marcabru, allievo di Cercamon, della cui opera ci sono pervenuti circa quaranta componimenti, approssimativamente databili dal 1135 al 1148 o giù di lì. Alba e Langhe; Bra e Roero; Home \ Varie \ Cuneo e valli. La poesia occitana può aver avuto origine tra i giullari, alcuni dei quali, lasciando la buffoneria ai membri rozzi e meno portati alla professione, si dedicarono alla composizione di brani pensati appositamente per essere cantati. Si devono distinguere innanzitutto diversi tipi: la chanson de geste, leggendaria o apparentemente storica, il romanzo d'avventura e la novella. Auger Gaillard (1530 circa - 1595) dà meno reputazione alla sua provincia: la popolarità di questi suoi componimenti insignificanti era probabilmente dovuta alla loro oscenità. 1462, un' "alba", da attribuire paleograficamente, anche in riguardo alla notazione neumatica, al sec. del famoso Disticha de moribus di Dionisio Catone (Romania, xxv. Un altro poeta molto affascinante è Nicolas Fizes, di Frontignan, la cui vaudeville, l'Opéra de Frontignan (1670), tratta di un tenue intrigo d'amore, mentre una sua poesia idillica sulla fontana di Frontignan mostra un talento poetico autentico. dell'amore di lontano; altri generi della poesia provenzale (sirventese, planh, tenzone, alba, pastorella, plazer). Poiché le regioni in lingua d'oil avevano sviluppato una propria letteratura, i trovatori di solito preferivano andare nelle regioni dove c'era meno competizione. Presto, dopo di lui, compaiono in vari luoghi centri di attività poetica, prima nel Limosino e Guascogna. Più meritevole di essere associato a Goudelin è l'avocat Bonnet, autore della migliore tra le rappresentazioni annuali tenutisi all'aperto a Béziers nel giorno dell'Ascensione: un certo numero di queste (datate 1616-1657) vennero successivamente collezionate, ma nessuna può essere paragonata a quella tenutasi all'aperto, Jugement de Paris, di Bonnet. Senza dubbio quella di Mistral è la personalità più poderosa e la sua opera più bella svetta sopra quella dei suoi colleghi; ma nello studio della rinascita provenzale, non vanno trascurate le grandi dichiarazioni di Roumanille, portate avanti con più tenacia rispetto a tutti gli altri da Mistral stesso (nella prefazione al suo Isclos doro). "ritornello") provenzale allegato a una poesia latina del X secolo. Il salutz o salut è un genere dell’antica poesia provenzale; anzi, per essere più esatti credo non si debba parlare d’un genere a sé stante (come sono, mettiamo, il sirventes o l’alba, la pastorela o la tenso), bensì d’una forma particolare e abbastanza rara del più diffuso fra i … Nel 1853 è membro dell'entusiastico circolo che si era raccolto intorno a J.B. Gaut ad Aix, e la cui produzione letteraria è contenuta nel Roumavagi dci Troubaire e sulla rivista di breve durata Lou gay saber (1854). Il Centro Provenzale di Coumboscuro lancia una sfida letteraria a bambini e ragazzi. Composizioni pensate per l'istruzione, la correzione e l'edificazione (formazione) erano molto numerose nel sud della Francia come pure altrove e, nonostante le enormi perdite subite dalla letteratura provenzale, di questo filone letterario rimane ancora molto. Testi e storia dei trovatori. L'esempio seguente, composto da un anonimo trovatore, descrive la nostalgia di un cavaliere per la sua signora, allorché la coppia si separa, dopo una notte di amore clandestino. Non è la purificazione dalla notturna e dionisiaca ebbrezza delle baccanti. Spesso viene soprannominato il Malherbe del Sud, ma la sua somiglianza additata a questo scrittore resta solo nella forma, mentre la sua poesia, nel complesso, ha molto più linfa. La letteratura occitanica — talvolta ancora chiamata letteratura Bernart era dunque già rinomato prima della metà del XII secolo e la sua carriera poetica si estende abbondantemente oltre l'inizio del secolo successivo. Mentre Mistral e molti dei migliori félibres impiegano il dialetto delle Bouches-du-Rhône, altri, "separatisti", come quelli del Félibrige Latin (guidato da Roque-Ferrier), preferiscono usare il dialetto di Montpellier, per la sua posizione centrale. Ma la sua scelta non è di ostacolo, come Capoulia dimostra, se ce ne fosse bisogno, dato che il merito letterario supera ogni altra considerazione riguardo a questo corpo artistico di uomini. Bertran de Born, ad esempio, canta la guerra, Guiraut de Bornelh temi morali. "burden", fr. Questo poeta ha una grande originalità di idee stile. È una produzione letteraria di rara perfezione e di interesse eccezionale per la storia della civiltà dell'XI e XII secolo. Tutti questi tipi hanno una forma (cinque o più stanze e uno o due invii) capace di variazioni senza fine. Al suo sorgere la letteratura occitana aveva completamente una sua fisionomia e nel suo sviluppo a lungo continuerà ad essere altamente originale, presentando in diversi punti analogie autentiche con la letteratura francese, ma queste analogie sono dovute principalmente ad alcuni elementi primari comuni a entrambe più che a una mutua contaminazione. Nella provincia Toussaint Gros (1698–1748), di Lione, mantiene un incontestato dominio. Li Rouinancero provençal (1887) è una raccolta di poesie imbevute di tradizioni provenzali e in Li Papalino (1891) abbiamo alcuni affascinanti racconti in prosa che ridanno di nuovo vita all'Avignone dei papi. Tutti i generi della letteratura moderna internazionale sono presenti nella lingua occitana, in particolar modo a cominciare dalla seconda metà del XX secolo, sebbene una letteratura occitanica d'avanguardia già esistesse dal tardo XIX secolo. alba; ted. 825). I sirventesc differiscono dal vers dalla canso soltanto per il soggetto, essendo in maggior parte dedicati ad argomenti morali e politici. [non chiaro]. La poesia trobadorica in lingua d’oc ossia la lingua derivata dal latino e propria della zona meridionale della Francia – da cui l’aggettivo “occitanico”, termine più esatto di “provenzale” che indica propriamente solo una delle regioni del Sud – è una poesia cortese poiché … Nessun'analisi può essere qui data di un'opera il cui intreccio è altamente complicato; è sufficiente osservare che non vi è nessun libro nella letteratura medievale con così tanta acutezza di intelletto e che sia così istruttivo per quanto riguarda le maniere e gli usi della raffinata società del XIII secolo. Il romanzo di Guillem de La Barra racconta la strana storia trovata anche nel Decameron (2º giorno, VIII) di Boccaccio . Girart de Roussillon rientra solo entro certi limiti nella letteratura occitana. 2) Componimento poetico-musicale, tipico della poesia provenzale e francese dei trovatori e trovieri (aube) e di quella tedesca dei Minnesänger ().Nata come canto della scolta che annunciava l'aurora, l'alba ebbe dapprima contenuto guerresco. Fu allora che molti di questi poeti vennero a trascorrere l'ultima parte della loro vita nel nord della Spagna e dell'Italia, dove la poesia occitana fu per più di una generazione altamente apprezzata. Interessante è sapere a quale classe sociale appartenevano i trovatori. 358), è una delle fonti della compilazione spagnola denominata Gran Conquista de Ultramar. I generi della poesia provenzale sono i seguenti: la canzone (destinata al canto da parte dell'autore o di un giullare); il serventese (di carattere celebrativo, politico, morale, satirico); il lamento o planh (morte dell'amata o separazione dalla donna amata, sconfitta militare o politica); l'enueg ("noia", "fastidio", in cui il poeta elenca cose o situazioni odiose); l'alba (un dialogo o convegno amoroso all'alba); la pastorella; il plazer. Questo gioco poetico viene menzionato da Guglielmo, conte di Poitiers, alla fine dell'XI secolo. La Provenza propriamente detta diede i natali a un poeta d'importanza considerevole, Louis Bellaud de la Bellaudire (1532–1588), di Grasse, il quale, dopo aver studiato ad Aix, si arruola nell'armata reale, e viene fatto prigioniero a Moulins nel 1572. Infine, va notato che i félibres sono spesso stati accusati di mancanza di patriottismo verso la Francia settentrionale, di programmare la decentralizzazione e altre eresie; ma nessuna di queste accuse regge bene. Allo stesso tempo è stato fatto da lui il primo tentativo di regolamentazione dell'ortografia del provenzale (nell'introduzione al suo dramma, La Part dou bon Dieu, 1853). Spesso in un distico finale un giudice o arbitro preposto decide tra le parti in causa. Di minore carattere eroico è il poema di Daurel e Beton (prima metà del XIII secolo), collegato al ciclo carolingio, ma per il carattere romantico dei suoi eventi è più simile a un normale romanzo d'avventura. Va da sé che non tutto è in perfetta armonia ma, nel complesso, le differenze sono tali solo nei dettagli, non nel principio. L’alba assonnata di Dante Maffia non è l’aurora dalle rosee dita di Omero. Gabriel Bedout (Parterre gascoun, 1642) viene in modo particolare citato per i suoi amorous solitari, suscitati dalle sofferenze che sopporta da un'amante crudele. Moltissimi erano chierici, o almeno studiavano per la Chiesa, per esempio, Arnaut de Mareuil, Uc de Saint Circ, Aimeric de Belenoi, Uc Brunet, Peire Cardenal; alcuni avevano anche preso gli ordini sacri: il Monaco di Montaudon e Gaubert de Puicibot. Al contrario, proprio in questo stesso periodo, vi sono segni di una rinascita. I componimenti politici di Bertran de Born sono sirventesc. Louis Baron (nato nel 1612) celebra con grande tenerezza il suo villaggio nativo di Pouyloubrin, dove vive pacificamente. Lous Passatens, obros et rimos, & c., Marsiglia, 159~, Modern-Day Troubadours: Contemporary Literature in the Occitan Languages, http://www.1911encyclopedia.org/Provencal_Literature, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Letteratura_occitanica&oldid=114985844, Errori del modulo citazione - citazioni con URL nudi, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Le affermazioni fatte da Francesco da Barberino (nella prima parte del XIV secolo), e portate alla luce, ci forniscono una vaga idea delle molte opere di questo tipo andate perdute. Infine, il poeta ci fornisce tre racconti che si incentrano sul periodo della Rivoluzione (Li Rouge dóu miejour, ecc. Dello stesso secolo è il Las, qu'i non sun sparvir, astur, un componimento poetico che tratta dell'amor profano. La rivoluzione francese produsse una grande corpo di letteratura, ma niente che desta un interesse duraturo. Scribd è il più grande sito di social reading e publishing al mondo. ; d'Astros (1780–1863), uno scrittore di fiabe alla maniera di La Fontaine; Castil-Blaze, il quale trova il tempo, tra le sue occupazioni musicali, per comporre poesie in provenzale, pensate con accompagnamento musicale; il Marquis de Fare-Alais (1791–1846), autore di alcuni piacevoli racconti satirici (Las Castagnados). Nel 1513 i poemi francesi vennero per la prima volta ammessi nelle competizioni, e sotto Luigi XIV (dal 1679) questi soltanto erano ritenuti ammissibili. Scrisse anche un poema eroicomico di successo (Siege de Caderousse) parodia di Omero e Virgilio, una nuova prosa che dipinge le consuetudini della regione del tempo (Histoire de Jean lont pris), e due commedie, che similmente danno un quadro vivace della vita del villaggio che egli conosce così bene. La peculiarità della versificazione in Gerard è che la pausa nel verso si verifica dopo la sesta sillaba, e non, come avviene di solito, dopo al quarta. Una figura usuale nell'alba è la guaita ("sentinella" o "guardia"), una donna amica che avverte gli amanti di quando è giunta l'ora di separarsi. Alla storia appartiene propriamente la Canzone della crociata albigese che, al suo stato attuale, è composta da due poemi uno legato all'altro: il primo, contenente gli eventi dall'inizio della crociata fino al 1213, è il lavoro di un chierico chiamato Guglielmo di Tudela, un sostenitore moderato dei crociati; il secondo, dal 1213 al 1218, è di un veemente oppositore dell'impresa. L'alba ("il sorgere del sole") è un sottogenere della poesia lirica occitana che descrive la nostalgia degli amanti clandestini i quali, dopo aver passato insieme l'intera notte, devono ora separarsi per paura di essere scoperti dai loro rispettivi coniugi. Un certo numero di poeti tolosani, in massima parte laureati all'Accademia, possono essere definiti seguaci di Goudelin, tra i quali merita essere ricordato François Boudet, autore di un'ode, Le Trinfe del Moundi (1678), in cui rende omaggio al suo dialetto nativo. Anche se, a rigor di termini, la poesia lirica dei trovatori forma la maggior parte originale della letteratura occitana, non si deve supporre che l'importanza di quella rimanente sia trascurabile. [senza fonte] La commedia di Coyes (1711-17~7), la Franc pare, è brillante e anche popolare, mentre la descrizione di Germain in merito a una visita fatta dagli antichi dei a Marsiglia (La Bourrido del Dious, 1760) ha un notevole senso umoristico. [senza fonte] Il suo stile e il suo linguaggio sono ammirevoli, ma spesso sfortunatamente spreca ampiamente le sue doti producendo pezzi banali d'occasione. I più interessanti sono quelli di Garin le Brun (XII secolo), Arnaut de Mareuil, Arnaut Guilhem de Marsan, Amanieu de Sescas. Il Centre Prouvençal di Coumboscuro ha diffuso una poesia d’auguri di Buone Feste in tre lingue: provenzale, italiano e francese. Molto più lungo è un frammento dell'XI secolo di duecentocinquantasette (257) versi decasillabi conservati in un manoscritto di Orléans, per la prima volta stampato da Raynouard. Altri appartenevano alla borghesia, come Peire d'Alvernha, Peire Raimon di Tolosa ed Elias Fonsalada.